L'associazione italiana UNICMI ha pubblicato un'analisi dettagliata sui Criteri Ambientali Minimi (CAM) applicati alla posa di serramenti. Queste normative ambientali, obbligatorie negli appalti pubblici italiani, introducono requisiti più stringenti per produttori, trasformatori e imprese di installazione del settore.

I CAM rappresentano standard minimi obbligatori per ogni procedura d'appalto pubblica nel settore edile italiano. Per il comparto dei serramenti, le prescrizioni coprono non solo le prestazioni termiche e acustiche dei prodotti finiti, ma anche le modalità di posa in opera. L'obiettivo dichiarato è ridurre l'impatto ambientale dell'intero ciclo di vita degli edifici pubblici, dalla progettazione allo smantellamento.

Secondo l'analisi UNICMI, i principali punti critici riguardano la documentazione tecnica. Le aziende devono dimostrare il rispetto di parametri specifici sul coefficiente di trasmittanza termica del nodo di posa, inclusa la tenuta all'aria e la continuità dell'isolamento. Inoltre, i materiali utilizzati per il fissaggio e la sigillatura devono essere conformi a criteri di sostenibilità definiti, con preferenza per prodotti riciclabili o a basso contenuto di VOC.

Il mercato italiano dei serramenti, che già affronta le prescrizioni del sistema Ecobonus per gli interventi residenziali privati, si trova ora a gestire un secondo livello normativo specifico per il settore pubblico. Questo rende più complessa la pianificazione per i produttori che operano su entrambi i segmenti di mercato. Le imprese devono attrezzarsi con personale formato e sistemi di documentazione che garantiscano la tracciabilità completa dei materiali e delle tecniche di posa utilizzate.

Per le imprese di posa operanti nel segmento degli appalti pubblici, i CAM impongono l'adozione di protocolli standardizzati e la certificazione delle competenze degli installatori. Questo può rappresentare una barriera all'ingresso per le piccole imprese artigianali prive di strutture amministrative adeguate. Al contempo, i grandi gruppi e le catene di installazione potrebbero beneficiare di economie di scala nella gestione della compliance normativa.

Produttori di profili come Schüco Italia e Reynaers Aluminium hanno già aggiornato la propria documentazione tecnica per includere le informazioni richieste dai bandi CAM. L'adeguamento riguarda anche i fornitori di accessori e componenti di posa, che devono garantire dichiarazioni ambientali certificate.

Resta aperta la questione dei costi aggiuntivi. L'analisi UNICMI non fornisce stime quantitative, ma evidenzia che la maggiore complessità documentale e i controlli in cantiere richiedono risorse supplementari. Le stazioni appaltanti pubbliche dovranno tenerne conto nelle valutazioni economiche delle offerte, per evitare distorsioni competitive che penalizzino chi rispetta integralmente i requisiti.

Per il settore dei serramenti italiano, i CAM rappresentano un ulteriore passo verso la professionalizzazione e la tracciabilità delle prestazioni, in linea con il Superbonus 90% e gli altri strumenti di incentivazione nazionale. L'impatto sul mercato dipenderà dalla capacità delle imprese di trasformare l'obbligo normativo in un elemento di differenziazione qualitativa.

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